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Quando è nato Gesù?
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La nascita di Gesù Cristo è un avvenimento che rappresenta ovviamente un punto fondamentale per coloro che sono fedeli al Cristianesimo, ma anche per coloro che non lo sono: ad esempio il mondo intero conta il passare del tempo a far data dal tale evento.
Eppure, proprio nello stabilire il momento esatto di tale accadimento c’è molta incertezza.
Il racconto della nascita di Cristo è contenuto nei vangeli canonici,  e partendo da essi si può cominciare ad ipotizzare una data.
Prendiamo in esame, ad esempio   (Matteo 2,1-12) “1 Nato Gesù in Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco che dei Magi, venuti da Oriente, si presentarono a Gerusalemme, dicendo: 2«Dov'è il re dei Giudei ch'è nato? Poiché abbiamo veduto la sua stella ad oriente e siamo venuti ad adorarlo». …..;  7 Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece precisare il tempo dell'apparizione della stella e, inviandoli a Betlemme, disse: 8 «Andate e informatevi accuratamente del bambino; e, quando lo avrete trovato, fatemelo sapere, affinché anch'io venga ad adorarlo». 9 Udito il re, quelli partirono. Ed ecco la stella che avevano veduta all'oriente li precedeva, finché, giunta sul luogo dov'era il bambino, si fermò…”
Per lo storico romano Flavio Giuseppe Re Erode  morì a Gerico all’età di 77 anni, intorno al 4 a.C.., pochi giorni prima di una eclissi di Luna: studi astronomici dimostrano che effettivamente l’eclissi si verificò  il 13 marzo del 4 a.C., giorno in prossimità del quale si fa risalire la data di morte di Erode, per cui Gesù deve essere nato prima di quella data!
Un altro riferimento evangelico importante: (Luca 2,1-7) “1 In quei giorni avvenne che uscì un editto di Cesare Augusto che ordinava il censimento di tutto l'impero. 2 Questo primo censimento fu fatto mentre Quirino era governatore della Siria. 3 E tutti andavano a farsi registrare, ciascuno nella propria città. 4 Salì dunque anche Giuseppe dalla Galilea, dalla città di Nazaret, verso la Giudea, alla città di Davide che si chiama Betlemme - perché egli apparteneva alla casa e famiglia di Davide - 5 per farsi registrare con Maria sua sposa, la quale era incinta…..”
Il campo di ricerca si restringe:  secondo gli storici  i censimenti realizzati sotto il regno di Cesare Augusto furono tre, nel 28 a.C., nell’8 a.C. e nel 14 d.C.: quello che dovrebbe avere riguardato Giuseppe e Maria sarebbe quello dell’8 a.C.. All’epoca Quirino non era governatore, ma esercitava incarico di reggente speciale per l’amministrazione di quella provincia, delegato, dal governatore “vero” che era impegnato altrove.
Quindi, sulla base di quanto detto, la nascita di Gesù verrebbe a coincidere con un periodo compreso fra l’8 a.C. e il 5 a.C..
Ma un aiuto determinante  è il riferimento ai Re Magi, i tre misteriosi personaggi che suscitano grandi interrogativi sia per ricercatori che per  uomini di fede.
Per alcuni i Magi sarebbero figure non realmente esistite, simboleggianti  pagani che si avvicinano e Cristo per essere da lui convertiti.
Per  la maggior parte degli storici essi sarebbero invece stati dei sacerdoti-astronomi appartenenti ad una casta sacerdotale di grandissimo prestigio, il cui capostipite fu  Zarathustra (Zoroastro) e provenienti da “oriente” ossia  dall’antica Persia, da una zone detta  “Regione dei Medi”.
Nella religione Zoroastriana  male e bene si confrontavano eternamente, e gli uomini, attendevano con ansia la venuta di un “Soccorritore”, che avrebbe fatto trionfare il bene  dando inizio ad un regno di felicità eterna: i Magi  avrebbero  fortemente atteso nel cielo notturno segni rivelatori di questo importante evento.
Questa zona di provenienza pone dei limiti temporali circa gli  eventi astronomici che potrebbero aver fatto da “stella di guida”: la distanza da coprire per arrivare fino a Betlemme, circa 8-900 Km, richiedeva almeno tre o quattro settimane  per essere coperta spostandosi a dorso di cammello.
Secondo Matteo i Magi giunsero  a Gerusalemme per adorare il Re dei Giudei perché avevano visto la sua stella  ad oriente, e lo trovarono perchè essa li guidò fin li, ove si fermò.
E’ difficile individuare un fenomeno astronomico che corrisponda a tale descrizione: vediamo.
Alcuni ipotizzano che possa essersi trattato di una "supernova".
Stelle di grande massa terminano la breve fase evolutiva (milioni di anni) con  una violentissima esplosione che distrugge quasi completamente la stella originaria, uno dei fenomeni più potenti che si conoscano nell'Universo. L’esplosione, appare improvvisamente in cielo come dal nulla, molto appariscente, brillando per un periodo più o meno breve per poi sparire d’improvviso.
E' un'ipotesi intrigante, ma il problema è che un tale evento rimane nella stessa posizione sulla sfera celeste, mentre la stella dei Magi pareva "spostarsi" su di essa! Inoltre, il fattore “tempo”: l’osservazione visuale di una supernova dura solitamente qualche giorno. Altra ipotesi è quella della “cometa”.
Ammassi di roccia ghiacciata che  stazionano nella parte esterna del Sistema Solare, ogni tanto entrano nelle parte interna, e giungendo in prossimità del Sole emettono una gran scia di luce che chiamiamo "coda".
Effettivamente si spostano sulla volta celeste nel loro moto attorno al Sole fino a tornare nella parte periferica del Sistema da cui sono partite e si presentano con tempi variabili da qualche decina a qualche milione di anni, ma è improbabile che si sia trattato di una cometa: il termine greco usato nel Vangelo, “astron”, indica una stella, o un fenomeno della volta celeste, ma non una cometa! Anche la più antica rappresentazione dei Magi e della loro “stella di giuda” (III secolo d.C., catacomba di Santa Priscilla a Roma),  rappresentata tale oggetto celeste come una normale stella e non come una cometa.
L’idea  pare sia nata nel medioevo con il pittore Giotto: impressionato dal passaggio della  "cometa di Halley" (visibilissima ad occhio nudo e molto spettacolare, che passa ogni 70 anni circa)  avvenuto nel 1301, nel 1304  la avrebbe raffigurata nella ‘Natività’, affrescando la Cappella degli Scrovegni di Padova. Calcoli fatti con moderni computer dimostrano che affettivamente la cometa di Halley apparve negli antichi cieli attorno al 12 a.C.: troppo presto quindi, e, inoltre, le cronache degli antichi astronomi cinesi, attentissimi osservatori del cielo e che avevano la buona abitudine di lasciare documentazione scritta delle loro osservazioni, non riportano nessuna apparizione cometaria  negli anni che vanno dall’8 al 4 a.C.Ma c’è anche un considerazione molto importante da fare: comete e supernove sono oggetti eccezionali e veramente suggestivi all’osservazione ad occhio nudo tali da essere notati non solo da astronomi o “addetti ai lavori”, ma da chiunque alzi la testa in altro per guardare il cielo notturno.
I  Vangeli indicano come Erode non fosse a conoscenza della presenza della “stella dei Magi” tant’è che di essa chiede informazioni ai Magi stessi, ed è molto strano che una brillante cometa o una supernova possa essere sfuggita all’osservazione di Erode e dei suoi sacerdoti. Inoltre tali eventi, per un astronomo che osserva il cielo  da anni e anni, non sono unici, tali insomma da convincere i Magi ad intraprendere il loro viaggio proprio in quella direzione: deve essersi trattato di un evento  dal profondo significato ma non molto appariscente, tale solo per gli occhi esperti che lo notavano.
L’ipotesi più accreditata pare sia quella della congiunzione planetaria.Sebbene le stelle  sulla volta celeste rimangano fisse le une rispetto alle altre  gli antichi astronomi avevano notato che alcuni “puntini luminosi” si muovono in cielo con velocità diverse e mai rimanendo fermi nello stesso posto: i greci li battezzarono “pianeti” con significava “erranti” o “vagabondi” (stiamo parlando dei  pianeti del sistema solare).
Si tratta di movimenti “apparenti”, che si verificano grazie al moto della Terra e degli altri pianeti attorno al Sole:  nel loro peregrinare celeste può accader che due o più pianeti si trovino prospetticamente molto vicini l’uno all’altro,  dando luogo ad una “congiunzione planetaria”.
A formulare tale ipotesi fu l’astronomo tedesco Johannes Keplero,  (circa 1600), che ricostruì le congiunzioni verificatesi vicino alla presunta data di nascita di Cristo. Moderne simulazioni indicano che dall’ 8 al 6 a.C. ebbe luogo una  “tripla congiunzione”, che si verifica quando per tre volte in un anno i pianeti interessati sono vicini.
Alla fine dell'8 a.C. Giove e Saturno iniziarono ad avvicinarsi fra loro, ed all'inizio del 7 a.C. i due pianeti erano visibili in cielo ad oriente, come vuole il Vangelo di Matteo,  ossia dove sorge il Sole,  apparendo molto brillanti e visibili per tutta la notte durante l’estate.
Il tutto  accadde nella costellazione dei Pesci: ciò era pervaso da un profondo significato per i sacerdoti-astronomi che osservavano il cielo.
La parte centrale della costellazione dei Pesci era il simbolo della "casa di Davide" e quindi di Israele, ed al suo inizio la congiunzione planetaria era visibile verso oriente, ovvero dove nasce sempre il Sole,  Giove era il simbolo della "regalità" e della "divinità", Saturno era il simbolo della "giustizia".
Da qui la possibile interpretazione che abbia convinto i Magi ad intraprendere il lungo e rischioso viaggio:  “un nuovo Re giusto sta nascendo in Israele” Alla fine dell'anno alla “coppia” si unì anche Marte e la congiunzione proseguì nei mesi successivi, rimanendo quindi visibile in cielo durante il tempo che i Magi avrebbero impiegato per giungere a Betlemme, nell'autunno del 7 a.C.
In quel periodo i tre pianeti erano  molto alti in cielo e nel momento di migliore visibilità, e, guarda caso, apparivano quasi immobili e brillanti su Betlemme!
Ma allora perché c’è questa differenza con il calendario attuale?
Autore dell’errore “temporale” fu il monaco Dionigi il Piccolo, vissuto tra il VI e VII secolo, che fu incaricato dal Papa, nel 525 d.C., di stabilire la data esatta dell’equinozio di primavera, indispensabile per determinare la data della Pasqua.
Dionigi stabilì l’"Annus Domini", cioè l’anno di nascita di Cristo corrispondente all’anno 753 dalla fondazione di Roma.
Il calcolo probabilmente si basò sul del Vangelo di Luca (Luca 3,1-2) “Nell’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca deal Galilea…..(Luca 3,1-2.23) Gesù ……. Aveva circa trentanni, ed era figlio…”
L’anno decimoquinto dell’impero di Tiberio corrispondeva al 782° anno dopo la fondazione di Roma, la cosiddetta “Ab Urbe condita” che fu stabilita dall’erudito romano Varrone.
Dionigi calcolò che Cristo era nato 782  – 29 (anni compiuti di Cristo) = 753 anni dopo la fondazione di Roma, il tutto, però, non tenendo conto che Erode morì nel 749° anno dalla fondazione di Roma (4 a.C.) e che il censimento di Quirino si svolse fra il 745° e il 747° anno dalla fondazione di Roma (8 - 6 a.C.)!
Altro problema  è quello di stabile giorno e mese della sua data di nascita di Cristo!
La tradizionale data del 25 dicembre fu scelta per convenzione nel IV secolo dai Padri della Chiesa.
Anteriormente a tale data non si era mai presentata la necessita di riferirsi ad un giorno ben preciso, ma ciò avvenne quando cominciarono a convertirsi al Cristianesimo migliaia di pagani.
Essi, ovviamente, fecero confluire nella religione Cristina parte delle loro tradizioni e credenze,  come ad esempio quella di Mitra, il Dio del Sole, secondo cui esso veniva generato circa tre giorni dopo il solstizio invernale, cioè il 25 dicembre appunto, e moriva a primavera per poi risorgere.Il culto di Mitra era fra i più diffusi all’epoca, e i Padri della Chiesa, si resero così conto che operando “strategicamente”, avrebbero attratto a se migliaia di fedeli.
Istituirono come data di nascita “ufficiale” di Gesù il 25 dicembre, giorno preso “in prestito” dal Dio del Sole perché celebrato e accettato praticamente da tutti i pagani convertiti, concedendo dunque qualcosa che non avrebbe recato alcun danno alla figura di Gesù. Ma che questa non possa essere la data giusta lo si evince ancora una volta  dalle Sacre Scritture: Luca parla dei pastori che fanno pascolare il gregge durante la notte di Natale, cosa del tutto inverosimile in una zona come quella della Giudea in cui le temperature medie notturne invernali scendono al di sotto dello zero. Molto più verosimile appare uno scenario primaverile o estivo, su cui, tuttavia, il mistero permane! Le moderne ipotesi relative alla data di nascita di Gesù, studiate in modo scientifico,  vanno dunque in contraddizione con quanto siamo abituati ad accettare da secoli di tradizioni,  ma ciò, indipendentemente da quale che sia il giusto anno e la giusta data, nulla deve togliere alla solennità del giorno che celebra la Buon natale tutti!


Andrea Caselli
Osservatorio Astronomico San Giuseppe